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Villa Reale di Marlia. Di nuovo ospiti di un idillio

Per Espoarte



 

14/1/2020 

VILLA REALE DI MARLIA. DI NUOVO OSPITI DI UN IDILLIO

Capannori (LU) Villa reale di Marlia

Intervista ai nuovi proprietari

 Immagini

 

  

Villa Reale di Marlia apre al pubblico dopo 5 anni di attenti e meticolosi restauri che l’hanno riportata al suo massimo splendore. Eletta come residenza personale dalla Principessa Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone, la Villa è passata di proprietà nel corso dei secoli conservando inalterato il proprio fascino, senza per fortuna subire irrimediabili guasti durante alcuni periodi di abbandono. Solo ora i suoi fastosi interni in stile impero e i sedici ettari di giardino, con piante rare e il Teatro di Verzura dove si esibì Niccolò Paganini e si tenne la Prima della Fedra di Racine, si rivelano al pubblico per volontà dei nuovi proprietari.

Il complesso di Villa Reale ha una storia di bellezza e ricercata eleganza custodite dal riserbo delle famiglie succedutesi nella proprietà. Una storia iniziata subito dopo che il primitivo nucleo fortilizio dei duchi di Tuscia passò nelle mani dell’elevata borghesia. In epoca napoleonica la Principessa Elisa ne fu sedotta a tal punto che insistette per acquistarla a caro prezzo vincendo le esitazioni del Conte Orsetti. Fu questo il periodo di maggiore prosperità della Residenza e delle sue attività mondane e culturali, durante il quale Elisa Bonaparte portò a termine un programma di lavori destinato a pareggiarne la magnificenza con le ville reali europee.

La varietà del giardino all’inglese, intervallato da piante rare e fabbricati sorprendenti, non contrasta con la sobria uniformità dell’edificio in stile neoclassico. Il complesso venne ampliato con l’annessione della Villa del Vescovo, arricchita con il ninfeo e la Grotta di Pan, assumendo l’aspetto mantenuto pressoché inalterato, come per incantesimo, fino ai nostri giorni.

Dopo aver seguito le alterne vicende di famiglie nobili e borghesi che vi ebbero dimora, la Villa rinasce oggi grazie al mecenatismo dei nuovi proprietari, impegnati in un recupero puntuale in stretta collaborazione con le soprintendenze. I restauri hanno consentito di restituire nuova luce alle architetture e agli spazi del giardino, preservando l’altissimo valore artistico e culturale del complesso.
Dallo scorso febbraio, per la prima volta nella sua storia Villa Reale viene aperta al pubblico, che potrà così scoprirne le modulate armonie e la sua preziosa atmosfera.

Mi racconti della vostra infatuazione per la Villa.
La nostra infatuazione per Villa Reale è proprio come un matrimonio: all’inizio abbiamo provato un amore senza precedenti, incredibile, che poi ha attraversato una fase di duro lavoro per mantenere fervido quell’amore, e che poi ancora ha visto un periodo finalmente più calmo ed equilibrato, ma sempre incondizionato. Si tratta dunque di un amore basato sul mutuo rispetto, fiducia e amicizia. Villa Reale è lavoro, Villa Reale è pace, Villa Reale è fiducia, Villa Reale è anche frustrazione: Villa Reale è Amore puro con la A maiuscola.

I proprietari che vi hanno preceduto riservavano il patrimonio di bellezza e cultura della Villa per sé e per i propri ospiti illustri. Molti artisti la frequentarono: Niccolò Paganini ai tempi della corte di Elisa Bonaparte, i pittori Afro e Dalì in tempi più recenti, e ancora Jean Cocteau, Paul Valery e altri, ospiti di un ambiente intellettuale raffinato ed esclusivo. Come nasce in voi l’idea di aprire la Villa al pubblico?
Villa Reale è troppo grande e importante dal punto di vista paesaggistico, architettonico e artistico per non condividerla con gli altri. Anche se abbiamo sempre l’opportunità di invitare i nostri amici e familiari, vogliamo condividere la bellezza con le persone in un modo diverso rispetto ai proprietari precedenti. Vogliamo che Villa Reale sia accessibile a tutti coloro che sono in cerca di arte, storia e natura e che quindi non sia un salotto per pochi illustri. Inoltre, non siamo persone di fama – non lo siamo mai stati e molto probabilmente non lo saremo mai. Perché a noi piace così.

Tutto il territorio toscano, compreso il lucchese e le sue vicinanze, è costellato da monumenti di storia artistica e vita culturale. Avete pensato a forme di cooperazione o a una rete territoriale tra realtà analoghe?
Certamente. Crediamo che nell’ambito della cultura sia fondamentale unire le forze per una comunicazione coordinata, ma questa può avvenire solo se c’è sufficiente volontà di mettersi in gioco da parte di tutti gli stakeholders. Nello specifico, a livello locale siamo soci dell’Associazione Ville e Palazzi Lucchesi, mentre a livello nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane proprio per il valore artistico dei palazzi all’interno di Villa Reale, e anche del network Grandi Giardini Italiani, visto il ruolo centrale che svolge il nostro parco storico all’interno del complesso.

Pur essendo di proprietà privata, la Residenza possiede un indubbio valore artistico e storico universale. In questi anni c’è stata attenzione da parte di amministrazioni e istituzioni? Hanno mai manifestato interesse per la valorizzazione pubblica della Villa prima della vostra iniziativa? Ci sono stati partecipazione o sostegno da parte loro?
La valorizzazione pubblica della Villa Reale è senz’altro importante per l’amministrazione locale che comprende l’indotto derivante dal nostro investimento, sia a livello culturale che economico. Purtroppo però i fondi a disposizione del Comune non possono sostenere economicamente lo sforzo che stiamo impegnando per riportare in vita questo monumento, che come potete immaginare è ingente. Anche la Regione ha più volte riconosciuto l’importanza del recupero di Villa Reale e speriamo vivamente che il progetto unitario di promuovere le bellezze d’Italia attraverso i prodotti turistici omogenei sia presto attuabile: da parte nostra diamo totale supporto; speriamo che anche altre realtà locali comprendano presto le potenzialità di una comunicazione coordinata.

Come immagina il futuro ideale per la Villa aperta al pubblico? Cosa gratificherebbe maggiormente i vostri sforzi compiuti in questi anni?
Anche se il nostro interesse culturale è eccezionalmente elevato e troviamo soddisfazione nel vedere altre persone apprezzare ciò che condividiamo, siamo uomini d’affari, nel senso che a un certo punto l’investimento deve potersi autosostenere. Anche se non stiamo calcolando o pensando a un ritorno sull’investimento, il nostro obiettivo è essere in grado di gestire il business in modo da poter continuare a dare lavoro a persone competenti, mantenere viva la loro motivazione e, allo stesso tempo, avere entrate che permettano la copertura dei costi. Non ci siamo ancora – ma grazie a un duro lavoro ininterrotto e un’offerta professionale che sappia stare al passo con i tempi e che accresca notevolmente le visite, siamo convinti che ci arriveremo!

 

 


Villa Reale di Marlia
Via Fraga Alta 2, Marlia, Capannori (LU)

ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO VILLA E PARCO
01 marzo – 31 ottobre: tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 Ultimo ingresso 1 ora prima dell’orario di chiusura. I cani condotti al guinzaglio sono i benvenuti nel parco.

Info: www.villarealedimarlia.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.