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24/9/2019

SCEGLIERE UN NUOVO FUTURO: A PICK GALLERY

INTERVISTA A VALENTINA BONOMONTE E EMANUELA ROMANO

 Immagini

 

 

 

 

 

La mostra dell’artista tedesco Michael Conrads sigla la partenza della nuova Galleria torinese di Valentina Bonomonte e Emanuela Romano. A Pick Gallery apre lo scorso giugno in San Salvario, quartiere più noto per le serate della movida che per le sue attività culturali, che pure non mancano, così come si deve segnalare la presenza di piccoli spazi artistici autogestiti e qualche precedente anche in materia di gallerie ufficiali. Ma la sua apparizione non è improvvisa nel panorama delle imprese artistiche, perché le due galleriste vi trasfondono l’esperienza maturata con la loro prima creatura, Opere Scelte, a cui danno vita nel 2012. A Pick Gallery è dunque un ampliamento del progetto madre, che non cessa di esistere, ma prosegue parallelamente la sua attività in modo complementare, con una spartizione di campo basata sulla nazionalità degli artisti, stranieri per la nuova realtà e italiani per Opere Scelte.

Siete partite sette anni fa. Cosa vi sembra maggiormente cambiato da allora?
Sicuramente i cambiamenti sono stati tanti. Nel nostro percorso abbiamo affrontato tante sfide; giorno per giorno abbiamo reinventato la galleria e i feedback sono stati positivi.
Siamo partite da una collaborazione con un importante gallerista italiano concentrandoci sulla pittura, che amiamo molto. Ci siamo poi aperte a media differenti dando sempre più spazio ad artisti presenti sulla scena torinese e, nel contempo, alle proposte internazionali.
Le fiere sono arrivate in un secondo momento, perché inizialmente volevamo concentrarci sulla programmazione in galleria consolidandone l’identità.
Un altro cambiamento riguarda la comunicazione. All’inizio spedivamo con posta ordinaria un numero consistente di inviti. Gli inviti si sono trasformati in pamphlet con maggiori informazioni sugli artisti. Successivamente, siamo arrivate alla progettazione di booklet con immagini e testo sulla mostra, e ora stiamo per cominciare a produrre cataloghi di approfondimento.
Senza dubbio, però, il più grande cambiamento del 2019 riguarda la nuova sede, associata al rebranding della galleria. Opere Scelte, infatti, ha dato vita al nostro nuovo progetto, A Pick Gallery, che è l’evoluzione della realtà precedente. Una cosa non è cambiata: l’entusiasmo per questo lavoro che ci appassiona ogni giorno di più, pur considerando tutte le difficoltà del caso!

Certamente avete dato continuità tra i due progetti. Lo dimostra la personale dell’artista Michael Conrads con il quale collaborate da anni. Quali sono, invece, gli elementi di discontinuità, se ci sono?
In realtà si tratta di una sorta di sdoppiamento. L’idea è di promuovere gli artisti italiani con Opere Scelte, che quindi continuerà ad esistere, mentre A Pick Gallery seguirà gli artisti stranieri.
Continueremo a lavorare con molti degli autori che già conosci, e ci saranno delle new entry.
Il nuovo spazio, molto più grande del precedente e con una conformazione diversa, ci dà la possibilità di lavorare con installazioni più complesse e con meno limiti sulle dimensioni delle opere, di pensare a eventi e performance e di collaborare con altre Gallerie. Durante Artissima, ad esempio, proporremo due mostre differenti: la personale del berlinese Jan Muche, artista con il quale lavoriamo da molto tempo, e la personale dell’artista sudafricana Bianca Bondi, che accoglieremo tramite la collaborazione con la Galleria spagnola JosédelaFuente.

Quale deve essere, secondo voi, il ruolo di una Galleria oggi?
Oggi una Galleria è un luogo dove succedono molte cose. Non si programmano solo mostre con lo scopo di commercializzare le proposte artistiche, ma si lavora con l’arte in maniera trasversale.
La nostra idea di Galleria è un luogo, non solo fisico, dove attivare connessioni, scoprire nuove realtà, discutere, appassionarsi e divertirsi.
Artisti, galleristi e collezionisti tramite la Galleria possono diventare una “squadra” ed essere partecipanti attivi del sistema dell’arte grazie a una delle pratiche più belle: la condivisione.

Quali strategie vi hanno premiato di più?
Probabilmente è l’attitudine che ci ha sempre accompagnate, ovvero procedere a piccoli passi ma con ambizione.
Abbiamo sempre ponderato con attenzione ogni decisione, scegliendo, a volte, di rimandare alcune iniziative che consideravamo premature. Abbiamo partecipato a fiere all’estero (Stati Uniti, Spagna, Austria), avviato collaborazioni significative dentro e fuori l’Italia e vogliamo gradualmente aumentare la nostra presenza a livello internazionale.
Non è stato semplice inserirsi nel mercato dell’arte, ma pensiamo di aver acquisito sempre più credibilità mostrandoci tenaci e perseveranti.

Da cosa vi fate conquistare quando scegliete di rappresentare un artista?
Senza dubbio le opere devono colpirci al primo impatto, e poi approfondiamo la ricerca, che dev’essere coerente e seria.
Dal nostro punto di vista, quello che rende interessante un’opera d’arte contemporanea è la sua capacità di mostrare elementi innovativi in dialogo con il passato, e che, quindi, sappiano esprimersi con linguaggi ambivalenti in relazione con il tempo.
Come tutti, guardiamo anche biografia e curriculum degli artisti, ma alla fine ad essere determinante è spesso il feeling personale. Scegliere di rappresentare un artista vuol dire attivare un rapporto profondo, onesto e collaborativo che possa portare dinamiche di successo e di crescita reciproca.

Come sta crescendo la vostra presenza all’estero, tra fiere o collaborazioni?
Con A Pick Gallery vogliamo avviare collaborazioni con nuovi artisti e gallerie internazionali, partecipare a fiere importanti, essere presenti su portali riconosciuti e dedicati al settore dell’arte contemporanea, come ad esempio Artsy, e in generale rafforzare la comunicazione.


A Pick Gallery
via Bernardino Galliari 15/C, Torino

Mostra in corso:

Michael Conrads. PREVIEW | REVIEW
6 giugno – 19 ottobre 2019

Info: https://apickgallery.com/

 

 

 

 

 A Pick Gallery

 

 

Valentina Bonomonte, Michael Conrads, Emanuela Romano

 

 

 

Michael Conrads, Another fool on the hill, 2013, tecnica mista su tela, cm 250x550

 

 

 

 

 

 

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