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The Last Breath Weights Nothing

Testo critico

LUOGO: Castello della Contessa Adelaide - Via Al Castello, 10059 Susa (TO)
DATA: dal 06-12-2014 al 11-01-2015


Le sculture di Simon Pfeffel sono allegorie di una conformazione sociale antigerarchica basata sul principio performativo della creatività diffusa. A cominciare dal rapporto con l’ambiente, esse non si situano a posteriori in uno spazio geometrico preesistente e svincolato dall’esperienza soggettiva. Occupando un volume particolare, le costruzioni di Pfeffel fondano le qualità primarie del contesto spaziale, ricorrendo alla percezione plurima degli osservatori per attivare la propria mobilità e mettere in atto continue trasformazioni. Pur condividendo con la scultura tradizionale stabilità e immobilità temporale, queste strutture esibiscono e ostentano la loro modularità componibile in una forma provvisoria. Nella mente dell’osservatore viene in tal modo innescata la coscienza di una serie potenziale infinita di alternative costruttive, come avviene con le parole all’interno di un codice linguistico. La razionalità del gioco interattivo, dunque, da una parte presenta una matrice convenzionale codificata costituita dagli elementi del sistema e dalle ipotesi combinatorie tentate dall’autore; dall’altra, si alimenta negli scarti imprevedibili della fantasia messa in opera da chi, davanti alla costruzione, può immaginare combinazioni diverse e sempre nuove. Lo scultore, dunque, abdica dalla propria autorità regale riconoscendo ai visitatori lo stesso potere aureo della forma.

La sospensione di The Last Breath weights nothing (L’ultimo respiro non ha peso) rende tangibile la formazione dello spazio, condensata in un’esperienza sensoriale che precede la separazione tra soggetto senziente e oggetto spazializzato all’esterno, nell’interregno tra res cogitans e res extensa; inoltre, materializza l’intervallo di gioco comune e paritario tra l’autore, non più investito di presunti valori universali e unilaterali, e il fruitore, redento dalla propria passività culturale.

 

 

 


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.