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Sources

Testo crtitico

LUOGO: Castello della Contessa Adelaide - Via Al Castello, 10059 Susa (TO)
DATA: dal 22-12-2012 al 22-01-2013


Gli scorci di paesaggio che compongono la serie Sources di Bepi Ghiotti sono le soste di un rito iniziatico nel quale l’autore ha trasfigurato la propria vita. Ogni viaggio fisico che Ghiotti intraprende alla ricerca delle sorgenti di fiumi sparsi nel mondo è allo stesso tempo un viaggio simbolico alla ricerca di un archetipo naturale.
Nel suo percorso evolutivo, secondo C.G. Jung, l’umanità ha sviluppato una memoria universale sostanziata da “archetipi”, forme simboliche del mondo della vita sedimentate nell’inconscio collettivo. Non è un caso che l’acqua sia uno degli archetipi fondamentali, se le civiltà, e prima ancora la vita, sono nate in prossimità di fiumi che rendevano fertili le terre. Ma l’archetipo non è solo una funzione inconscia nata per strutturare il rapporto tra l’uomo e il suo ambiente; esso comincia ad apparire in prossimità dello spirito, nell’essenza comune a tutti gli uomini antecedente alla formazione della coscienza mediata dai simboli che operano tale trasformazione nella natura umana. I viaggi di Ghiotti, in tal modo, non sono mai un allontanamento, l’abbandono di un’origine in vista del raggiungimento di un mondo estraneo, ovvero evasioni esotiche dalla quotidianità prosaica nelle modalità del turismo di massa, ma, piuttosto, sempre un identico ritorno nello stesso luogo fondamentale. Le sue esplorazioni penetrano nello spirito dei luoghi e tale rapporto primario tra uomo e paesaggio si verifica insieme alla decantazione dello spirito umano nelle sue costituenti pure e originarie. Lontana dalla banale funzione di attestazione di un passaggio, alla stregua di banderuole collezionate su una mappa per la pubblica approvazione e ammirazione, ma anche dal paesaggismo pittorico, nelle mani di Ghiotti la ripresa fotografica diventa un mezzo medianico per comunicare una visione spersonalizzata, intuitiva e universale, dell’infinita verità primigenia della Natura e dell’Uomo.

 

 

 


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.