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Crisalide

Testo critico

LUOGO: Castello della Contessa Adelaide - Via Al Castello, 10059 Susa (TO)
DATA: dal 22-12-2012 al 22-01-2013


L’opera d’arte è un oggetto strano che risiede in più di un luogo, ha una densità pulviscolare e ubiqua. Essa cattura la luce reale celando zone d’ombra, ovvero risiede tutta nella mente di chi l’osserva nello sforzo di assegnare un significato semantico a quel segno tracciato da una mente affine. Altre volte, invece, ha il potere di mutare lo spazio, ed anziché esserne ospitata, essa porta tutta la realtà su un piano più fragile, meno saldo, tenuto insieme da un’impalpabile consistenza emotiva. In questo luogo insolito e meraviglioso, l’opera non è più né un oggetto né un segno, ma il cuore stesso e l’anima di una persona: di fronte ad essa siamo accolti nel sogno dell’artista.
Crisalide è una secrezione della vita che si protegge al suo interno attendendo di divenire matura per il mondo. Oppure è il mondo ad essere eternamente immaturo per la vita stessa che sceglie a caso il momento per dischiudersi. Nel frattempo, il vivente dà adempimento alla propria natura, si nutre e per farlo uccide, pulsa, desidera, divora e secerne. Lievemente, la crisalide estende i suoi recettori nell’atmosfera che la circonda per saggiarla e conoscerla, seppure ne verrà costantemente ingannata, mentre lascia affiorare in superficie frammenti di segni che preludono all’evoluzione successiva allo stadio ninfale. Sospesa dall’alto, tra anima e corpo, le sue appendici pilifere cercano la terra, crescono in gravità, oscillano esposte agli agenti esterni. Dall’interno, invece, originano le tracce affioranti, linee nervose di filiformi vene corrugate, organi zoomorfi o vegetali, sottili come i microeventi di un’esistenza tutta ancora raccolta al proprio interno, mentre il tempo non scorre perché non è ancora nato tra le sue metamorfosi.

 

 


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.