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Vanitas american atomic

Testo critico

LUOGO: Castello della Contessa Adelaide - Via Al Castello, 10059 Susa (TO)
DATA: dal 17-12-2011 al 11-01-2012


In un’atmosfera irreale, sospesa nel tempo fra un evento imminente ed uno che mai sarà avverato, Nicola Bolla ci fa attraversare una dimensione aliena, una sala preparata per un decadente convivio dove l’arrivo dei commensali si farà attendere per l’eternità.
L’ascensione verticale, sublimata nella meravigliosa catastrofe nucleare, si eleva dall’orizzontalità delle due Americhe imbevute di quel sogno greve, trasformato in incubo realizzato, di scorte infinite di petrolio, l’oro nero. Diamonds & oil: combinazione di simboli uniti nell’equivalenza con la banconota che rende tutto scambiabile grazie al suo ruolo di segno universale. Nel mondo ridisegnato dalle traiettorie degli interessi economici in conflitto, il volume dei biglietti verdi ha sostituito parte o tutto del significato delle cose.
Tutta la dialettica dei contrari - tra l’apoteosi verticale e il vischioso fluire orizzontale, tra lussuosa elevazione della luce e luttuosa fame di energia - trova il proprio ultimo e completo superamento in un unico evento spettacolare. Stockhausen - a ragione, ma costretto a ridimensionare l’acuta osservazione per non urtare le sensibilità puritane - definì la tragedia del World Trade Center come l’opera d’arte più riuscita di tutti i tempi. Nicola Bolla, pacatamente, ma preludendo altresì ai deliri di un’ultima cena della decadenza, inscena, invece, lo spettacolo a cui probabilmente nessun uomo farà in tempo ad assistere.

 

 


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.