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Rivolta

Testo critico

LUOGO: Castello della Contessa Adelaide - Via Al Castello, 10059 Susa (TO)
DATA: dal 17-12-2011 al 11-01-2012


Interpretare il mondo significa leggerlo alla luce di categorie e strutture relazionali che hanno comportamenti simili alle componenti del linguaggio. Il corpo unico costituito da pilastro e trave rappresenta un elemento archetipico del codice architettonico, segnato nel DNA costruttivo dell’uomo fin dai megalitici dolmen. Il suo rovesciamento corrisponde, pertanto, a una trasgressione dell’ordine naturale divenuto convenzionale nella tecnologia moderna delle costruzioni. L’irriverenza nei confronti dell’architettura, tuttavia, se da una parte critica le normali regole per la composizione di uno spazio abitativo, dall’altra è indice di innata libertà dell’uomo, della sua capacità di rovesciare gli schemi per comprenderli meglio e sviarli verso nuove possibilità.
Con lucida ironia, Paolo Grassino sottolinea il parallelo con il codice linguistico per mezzo di una parola sulla quale si innescano una serie di cortocircuiti e inversioni. All’interno del proprio orizzonte verbale, la parola “rivolta”, scritta a rovescio, ha come referente letterale se stessa. Inscritta nel pilone capovolto, questo diventa il referente reale del segno linguistico che, in tal modo, evidenzia come l’ordine di lettura dei due codici, architettonico e semiotico, sia stato alterato all’unisono.
Nelle oscillazioni tra questi due momenti di rivoluzione simbolica si situa il potenziale sociale dei giochi di rovesciamento, di contro ad un conservatorismo che perpetua il proprio interesse al mantenimento delle coordinate ordinarie dei codici, poiché il dominio sui protocolli di comunicazione e informazione è garanzia di esercizio del potere.

 


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.