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Ascensore politico

Testo critico

LUOGO: Castello della Contessa Adelaide - Via Al Castello, 10059 Susa (TO)
DATA: dal 17-12-2011 al 11-01-2012


Accatastando elementi base come gli autori del Minimalismo americano che, così facendo, tentavano di eludere l’egemonia classicamente europea della composizione quale criterio ideale di produzione dell’opera, Domenico Borrelli riattiva poeticamente le strutture primarie vivificando il lirismo insito anche nelle forme più essenziali e razionali.
Il laterizio è lo strumento di lavoro con il quale Domenico Borrelli materializza la metafora dell’edificazione. L’uomo progetta dimore, erige monumenti che fungono da modelli valoriali per il comportamento civile; ma l’adogmaticità della cultura contemporanea guida ogni costruzione verso valori laici che non possono essere sottomessi ad alcuna imposizione dall’alto, a nessun articolo di fede supinamente accettato e creduto. La stessa partecipazione religiosa, oltre che politica, è oggi frutto di una riflessione personale. È in tal modo che Borrelli, inscrivendo se stesso sulla linea di una tradizione secolare, rappresenta una sorta di Trasfigurazione contemporanea e laica, dove la materia trasfigurata non è più la carne del Salvatore, bensì il materiale manipolato dalla ragione umana. Pronti all’uso nella loro provvisorietà, trasferibili attraverso le infrastrutture secondo le modalità del trasporto merci, concreti quanto l’energia impiegata e spesa nel lavoro umano, i mezzi utili all’uomo per costruire possiedono lo splendore trasparente della spiritualità, il cui luogo naturale è raggiunto simbolicamente sulla verticale ascensionale.

 

 


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.