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Hairetikos-Jubla

Testo critico

LUOGO: Castello Cavour - Ex scuderie - Piazza Visconte Venosta, 2 10026 Santena (TO)
DATA: dal 04-02-2011 al 06-03-2011


L’interesse di Alessandro Bulgini si concentra sugli attraversamenti, ironici e profondi, tra vari piani che nella mente possono generarsi e moltiplicarsi l’uno dall’altro, compenetrarsi o districarsi fino alla frattura delle basi del pensiero. La sua ironia incide un distacco, separa dall’oggetto schernito al quale volgere le spalle. La ricerca si rinnova avventurosa dopo l’abbandono di ogni approdo.
Le tele nere e lucide di Bulgini aggiungono un tassello riflettente alle superfici che levigano gli spazi sociali contemporanei. Oltre le architetture specchianti non esiste più un dentro, l’esterno viene risospinto indietro e l’attraversamento delle soglie porta verso un altro esterno, nelle hall di alberghi o nelle piazzette di centri commerciali dove lussureggia una natura addomesticata, la replica kitsch di un idillio naturale. Nell’esteriorità pervasiva di quest’esistenza si dispiega lo spazio della distrazione, con coordinate rassicuranti e una popolazione di punti semoventi (noi) raccolti in flussi tracciabili che lo attraversano, sedotti e mossi dalle accensioni luminose del banale. Ma qualcosa affiora, come la voce angosciosa che richiama il soggetto di Heidegger, dimentico dell’Essere, alla propria essenza fatale. Non si sa bene se le figure emergano o si ritirino, paiono ambigue come i corvi del campo di grano di Van Gogh. Certamente sono spettri che sfumano tra due dimensioni rigenerando uno spessore.
L’eredità più rilevante nei lavori recenti di Bulgini è rappresentata da Duchamp. Dai suoi modi vengono ripresi la strategia del ready-made e il piacere per i giochi linguistici. Jubla è la marca di candele dell’IKEA che, accatastate come sugli scaffali, formano una croce; ed è il termine svedese per il nostro “gioire”: la Promessa è affidata alla marca che garantisce costi contenuti.
Accostando questa varietà di cortocircuiti, Bulgini arreda un’edicola sacra. Qui l’hayreticos trova rifugio spirituale per la sua decisione, quella che mette in gioco la libertà nel distacco dall’omologazione dottrinaria.

 

 

 

 

 


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.