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Testo critico

LUOGO: Imbiancheria del Vajro - Via Imbiancheria, 12 10023 Chieri (TO)
DATA: dal 15-10-2010 al 14-11-2010


La nuova ecologia visionaria prefigurata da Emanuel Rata è ipotetica e immaginaria senza essere meramente fantastica; tutto appare infatti verosimile in virtù dei mondi possibili scaturenti dallo sviluppo inarrestabile della tecnologia, insediatasi oramai oltre la soglia di reversibilità. Vi brulicano strani esseri geneticamente contaminati, oggetto di studio per una scienza che, incapace di classificarli, non può che identificarsi come scienza di mostruosità ed aberranti mescolanze. Con spirito creativo, non soggiogato dalle fobie del futuro, né sedotto da utopie e chimere progressiste, Rata conduce avventurosi esperimenti alla ricerca di nuove e potenziali morfologie pseudo-naturali. Dai rendering tridimensionali, che l'artista ottiene combinando gli schemi formali elementari degli organismi naturali studiati, prende vita un allucinante universo tecnozoico, alla fine di un’era in cui l’uomo si è costruito una coscienza imparando dalla natura allo scopo di domarla e prevederne gli eventi. Ora è la natura che dirige il suo impeto vitale oltre ogni raziocinio dopo averlo originato da se stessa. Sul nuovo piano della scala evolutiva, la cieca ragione organica di esseri privi di intelligenza ha imparato le leggi del risparmio energetico dall’aerodinamica ed ha acquisito resistenza, adattabilità e leggerezza dalla materia sintetizzata in laboratorio; forse per armare gli organismi contro un mondo guasto lasciato in eredità da un’umanità decaduta. Le macchine interattive di ieri e di oggi non sono che i prototipi di queste creature.

 

 

 

 

 

 


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.