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10.10.10

Testo critico

LUOGO: Imbiancheria del Vajro - Via Imbiancheria, 12 10023 Chieri (TO)
DATA: dal 15-10-2010 al 14-11-2010


Agli esordi della cinematografia, la tecnologia dell’immagine in movimento spalancò una finestra reale su un mondo di fantasia, vicino al sogno, dove, insieme alla narrazione, si proiettavano desideri e fobie collettive. Oltre sessant’anni prima dello sbarco di Armstrong, Méliès portò gli spettatori sulla luna con un viaggio mediatico in uno dei primi film della storia. A distanza di decenni dalla popolare stagione del cinema di fantascienza, Andrea Taddei rievoca oggi le anticipazioni su futuri immaginari, spese tra gli scenari paranoici di un controllo totalitario attraverso i media, o l’ipotesi di un contatto alieno più o meno vantaggioso per l’umanità, e la speranza di una società idilliaca garantita dalla tecnologia. Il video di Taddei mostra uno spazio in continua riconfigurazione, generato dalle evoluzioni di linee comandate dal sistema binario di un programma alfanumerico, ma refrattario alla presenza umana perché confinato nell'astratta modularità razionale. La totale separatezza di questo spazio trascendente fa apparire l’ipnotica e cangiante armonia come un sermone liturgico per l’idolatria di un nuovo feticcio matematico. Misterioso e subliminale, il messaggio ammalia con il suo ordine ideale ma evita di lasciar trapelare la propria origine, la sua mistica fonte iperrazionale, alla stregua di una rivelazione divina. Tuttavia, la coscienza vigile ci deve allertare sull’eventualità che le geometrie fascinose siano lo strumento di un potere destinato ad inculcare un’idea verso la quale avere fede, per carpire subdolamente il consenso pubblico con l’ingannevole aspettativa di una costruzione perfetta del futuro.
Come sempre, i paradossi dell'arte sembrano svelare aspetti familiari di una situazione prossima alla realtà.

 

 

 

 

 

 


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.