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Piccola box didattica conversazioni d'arte contemporanea

CONVERSAZIONI D'ARTE CONTEMPORANEA

Corso a cura di Michele Bramante



 

 

ARGOMENTI

 

 

1. Il labirinto contemporaneo dell'arte.
- Introduzione all'arte contemporanea: perché non tutta l'arte è "contemporanea"?
- I periodi dell'arte.
- Quante interpretazioni possibili per un'opera d'arte?

 

 

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2. La verità dello spazio e la minaccia dello sguardo. Les Demoiselles D’Avignon.
- Picasso da una parte, il Cubismo dall'altra.
- La storia del quadro de Les Demoiselles, tra influenze ed effetti.
- Lo sguardo nel dipinto.
- Il trattamento dello spazio.

 

 

 

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3. Altri mondi alla finestra cieca. Astrazione.
- Introduzione alla pittura non-oggettiva.
- Piet Mondrian: l'opera tra composizione e distruzione.

 

 

 

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4. L'oggetto della vergogna. Duchamp e Warhol.
- L'effetto readymade: sovversione del campo dell'Arte.
- Warhol tra ripetizione seriale e critica sociologica.

 

 

 

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5. Strane parole per cose che non si vedono. Arte Concettuale.
- Joesph Kosuth, l'arte concettuale modernista.
- Sol Lewitt, l'idea incarnata nell'opera.

 

 

 

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Se la ricchezza del mondo è ampia quanto la varietà del nostro pensiero,
leggere l’arte contemporanea eleva il mondo e noi.


Comprendendo il recente linguaggio dell’Arte, da quello che ha preso vita qualche decennio addietro fino all’attuale e allo sperimentale, si ha la possibilità di partecipare con piacere all’evoluzione delle arti visive che procede inarrestabile lungo tutti i tempi. Pensateci bene: le opere di Tiziano, di Caravaggio o di Manet potevano apparire stupefacenti, oppure di difficile lettura o, addirittura, provocatorie ai loro contemporanei. Oggi, i loro lavori sono amati o comunque accettati da tutti.
Il primo passo verso un corretto approccio all’Arte Contemporanea è quello di liberare la comprensione da tutte le valutazioni pregiudiziali. Mai nulla é già noto; tutto è sempre da scoprire. Invece, nella normale fruizione può accadere che vengano adottate etichette, correnti, categorie estremamente sintetiche, al limite riduttive, entro le quali sono abitualmente ricondotti i significati delle opere che incontriamo. Ciò facilita e giustifica il rapido, sempre più rapido, passaggio attraverso le sale di un museo o davanti ai lavori esposti in una galleria, o ancora nelle fiere specializzate, divenute, oramai, veri musei dell’effimero. Per fare solo alcuni esempi, l’aggettivo “concettuale” è diventato utile per catalogare tutte quelle opere, tra loro anche molto diverse, che sembrano richiedere uno sforzo di pensiero additivo rispetto a quanto si vede; oppure, si liquidano definendole “provocatorie” tutte quelle ricerche artistiche che non incontrano comodamente il senso comune.
Le nostre conversazioni partono dal principio, rispondendo alla domanda sulla questione del “contemporaneo”: perché non è vero che tutta l’arte è, o è stata, contemporanea? Cosa distingue il moderno, dalla modernità e dal modernismo, il post-moderno dalla contemporaneità? Individuare i periodi dell’arte serve, ad un tempo, sia a poterci orientare grazie ad un assortimento, sia pur instabile, di caratteri salienti che accomunano le opere contemporanee, sia ad erodere l’idea stessa di “periodo” ben delimitato.
Inoltre, quali strumenti compongono l’attrezzatura della critica d’arte, anch’essa impegnata con oggetti che, a volte, sfidano le conoscenze acquisite? Per rispondere a questa domanda sorvoleremo i territori extraartistici della psicanalisi, della sociologia dell’arte, dello strutturalismo e del post-strutturalismo, in maniera semplice e generale, mostrando, altresì, come queste competenze critiche si possano applicare a casi esemplari di opere d’arte. Arrivati a questo punto ci potremo anche chiedere, però, cosa ne é stato della bellezza.
Nelle successive conversazioni discuteremo dell’importanza e della ricchezza di letture possibili intorno all’opera Les demoiselles d’Avignon, rilevando l’influenza di Ingres e Cezanne mescolati con il primitivismo formale in un dipinto che andrebbe ritenuto, con l’autore, più un approdo di secoli di esplorazione pittorica che l’inizio della sublimazione astratta del visibile; a quest’ultimo fenomeno, estrema conseguenza delle scoperte picassiane, ma anche dell’Espressionismo, sarà dedicato il successivo approfondimento, soffermandoci in particolare sul Neoplasticismo di Piet Mondrian, ma non solo; verrà poi riconosciuto il fondamentale ruolo svolto dall’oggetto comune nel suo travalicare i confini delle Belle Arti, in DADA e nella PopArt; Joseph Kosuth e Sol LeWitt ci aiuteranno, infine, a comporre un più preciso quadro della cosiddetta Arte Concettuale, permettendoci di maneggiare in maniera non impropria anche questo termine della nomenclatura artistica.
In conclusione di questi avvicinamenti specifici, l’intera famiglia delle opere d’arte contemporanea potrà sembrare, forse, un po’ meno estranea di quanto si mostri nella complessiva, quanto illimitata, varietà delle sue apparizioni.


È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.