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Claudio Rotta Loria

Arte Cinetica e programmata

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Claudio Rotta Loria nasce a Torino nel 1949. Dopo la formazione artistica (liceo, accademia, scuola di design), si laurea in filosofia. Dal 1969 al 1976 fa parte dell’ “Operativo Ti.zero” di Torino ed è cofondatore dell’omonimo “Centro Sperimentale di Ricerca Estetica”. Il suo lavoro artistico di quel decennio lo colloca tra gli esponenti dell’Arte programmata e del Cinetismo storico. Dal 1968 orienta il suo registro espressivo verso la riduzione della pittura ai suoi dati primari, elementari e concreti e, sul finire degli anni Settanta, esplora gli aspetti sensibili, emozionali e simbolici della pittura con l’utilizzo di mandala e della scrittura/pittura del mantra nella costruzione dei lavori tridimensionali. Dalla seconda metà degli anni ’80 realizza numerose installazioni caratterizzate per l’impiego della luce (neon, fibre ottiche, luci di Wood) e per il rapporto imprescindibile che lega il luogo e lo spazio all’opera. Dal 1966, espone in centinaia di mostre personali e collettive in Italia e all’estero, come ad esempio: “Quadriennale di Roma” (1975), “Encontros Internacionais de Arte” (Lisbona e Porto, 1975), “Arteder” (Bilbao, 1982), “Fabriano(c)arte” (1985), “Biennale International du Pastel di Saint-Quentin (1988 e 1990), “Forum Konkrete Kunst” (Erfurt, 1994), “Premio Michetti” (Francavilla al Mare, 2005), “Biennale di scultura” (Gubbio, 2006), “Via del Sale” (Prunetto, 2007), “International Triennale of Contemporary Art” di Praga (2008), “Scultura internazionale di Racconigi, 2010),“Biennale di Venezia” (2011). Suoi lavori sono stati esposti al Centre Georges Pompidou di Parigi (1981), al Parlamento Europeo di Strasburgo (1995), alla Galleria d’Arte Moderna di Torino (1999), Zagabria (2007), Praga (2008), alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2012), al MAMAC di Nizza (2015). Tra le installazioni permanenti si ricordano: Sotto un tetto MACAM di Maglione, Eterotopia Museo Storico del Mutuo Soccorso di Pinerolo, la fontana La leggenda di San Teodulo a Raron, nel Vallese, Movimento dal blu del mare, Campus Luigi Einaudi, Università di Torino. E’ del 1989 la nomination del MOMA di New York per il design di Apologue. Nel 2008 rappresenta l’Italia come Artist in residence all’Istituto di Cultura di Zagabria in occasione della rassegna “Nigth of EU Cultural Institutes”. Suoi lavori si trovano nelle collezioni di musei e istituzioni italiani e stranieri.




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Pierluigi Pusole

Nuova Pittura Italiana

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Pierluigi Pusole è nato a Torino nel 1963. Ha iniziato ad esporre nel 1986 e da allora, partecipando ad importanti rassegne collettive (Il Cangiante, 1987, a cura di Corrado Levi presso il PAC di Milano; Aperto 1990 alla Biennale di Venezia, invitato dal critico d’arte Renato Barilli; Anni Novanta, 1991; Dodici pittori italiani, 1995; Cambio di guardia, 1996; Ultime generazioni, 1996; Antologia, 1996), si è imposto come una delle voci più originali e mature della nuova pittura italiana. Dopo le prime prove, in cui a farla da padrone è il linguaggio di derivazione fumettistica, la sua ricerca approda ad uno stile visionario, onirico, di sapore esistenziale, che si sviluppa e matura mostra dopo mostra. La sua è una tecnica molto rapida, che gli permette di ritornare più volte sullo stesso tema, apportando sempre nuove variazioni. Sul finire degli anni Ottanta rappresentava la punta più avanzata del panorama artistico torinese, ed è stato fra i capifila di un nuovo linguaggio figurativo concentrato sull’aspetto polisemico della realtà mediale. La sua pittura risulta spesso ironica, ma sempre impegnata in un confronto dialettico con i mezzi di produzione d’immagini. Agli inizi degli anni Novanta Pusole era il leader indiscusso e una delle figure più lucide della giovane figurazione italiana. Figlio di una generazione che non aveva vissuto in maniera diretta i segni del reale, Pusole padroneggiava una pittura dove figure visionarie e visioni alternative si riflettevano all’infinito in una proliferazione immaginifica sospesa tra gli enigmi della realtà. Dal 1996 decide di dare il titolo “Io sono Dio” a tutta la sua produzione successiva, rivitalizzando il principio rinascimentale dell’artista come creatore. Innumerevoli le esposizioni personali e collettive che lo hanno visto protagonista. In una selezione delle prime si annoverano: 2015, Cannaviello, Milano; 2012, Cannaviello, Milano, Fondazione 107, Torino; 2014, Galleria Riccardo Costantini, Torino; 2011, Forte Strino a cura dello Studio d’Arte Raffaelli; 2010, Studio d’Arte Raffaelli, Trento, Galleria d’Arte Moderna di San Marino; 2008, In Arco, Torino; 2007, Galleria Alessandro Bagnai, Firenze; 2006, Galleria Michael Schultz, Berlino; 2004, Galleria In Arco, Torino; 2003, Studio d'Arte Cannaviello, Milano; 2001, Museo d'Arte Paolo Pini, Milano; 2000, Galleria Alberto Peola, Torino; 1999, Galleria De Crescenzo & Viesti, Roma; Fondazione Bandera per L’Arte, Busto Arsizio; 1997, Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea, Roma; 1996, Galleria dello Scudo, Verona; Galleria In Arco, Torino; 1995, Galleria Dina Carola, Napoli; 1994, Studio d'Arte Cannaviello, Milano; 1992, Galleria Alessandro Bagnai, Siena; 1991, Galleria Lucien Bilinelli, Bruxelles, Galleria Massimo Minini, Brescia; 1987, Galleria Guido Carbone, Torino. Tra quelle collettive, nazionali e internazionali: 2015, Ladnscape, Villa Giulia, Verbania; Museo Ettore Fico, Torino, Biennale Italia-Cina, Torino, Certosa di San Giacomo, Capri, a cura di IGAV; 2014, Biennale Italia-Cina, Pechino, MART Trento e Rovereto, Rovereto, Galleria d’arte Moderna e Contemporanea, Trento; 2013, Biennale Italia-Cina, Monza; 2012, Galleria Cannaviello, Milano; 2010, Galleria In Arco, Torino; 2009, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di San Marino; 2008, Farnesina, Ministero Esteri, Roma; 2007, palazzo Reale, Milano; 2006, Galleria d’Arte Moderna, Bratislava, Museo SpAC, Buttrio, Studio d'Arte Cannaviello, Milano; 2005, Ermanno tedeschi Gallery, Gagliardi Art System Gallery, Galleria In Arco, Torino; 2004, Centro Cultural Borges, Buenos Aires; 2003, Palazzo Ducale, Massa-Carrara, Futuro italiano, Bruxelles, Parlamento Europeo; 2002, Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino; 2000, Museo Pecci, Prato; 1997, Galleria d'Arte Moderna, Bologna, ex Convento di Montevergini, Siracusa; 1996, Castello di Rivoli, Torino, Dumont Kunsthalle, Colonia, Quadriennale, Palazzo delle Esposizioni, Roma; 1995, Museo d'Arte Paolo Pini, Milano; 1994, Civico Museo Revoltella, Trieste; 1991, Galleria Civica d'Arte Moderna, Bologna; 1990, La Biennale di Venezia, Giardini di Castello, Venezia, la Fabbrica del Vapore, Milano; 1987, Palazzo dell'Arengo, Rimini; 1986, Castello di Volpaia, Radda in Chianti, Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano.




Piccola box artisti Goodwin

Paul Goodwin

British painting

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Nato nel 1951 a Hull nello Yorkshire, Paul Goodwin vive il periodo 1974-1984 tra Londra e l’Africa, lavorando come docente di pittura e fotografia. Nel 1983 è invitato a tenere due mostre personali al Commonwealth Institute di Londra e al Bolton Museum and Art Gallery. In Italia dal 1984, Goodwin si trova coinvolto nell'ambiente artistico di Milano, città in cui, su invito degli scultori Paola Brusati e Giuseppe Spagnulo, gestisce uno studio nella storica "Casa degli Artisti" di Corso Garibaldi fino al 2007. Nel 2010 prende in affitto uno studio in Docks Dora a Torino, dove lavorerà fino al 2013. Il lavoro di Goodwin, fin dagli anni Ottanta, trova riconoscimento nella zona di Milano e di Varese con il sostegno del grande collezionista Carlo Monzino, della Galleria Italiana Arte e dei galleristi milanesi Paolo Seno e Matteo Lorenzelli . Poi inizia una lunga serie di mostre nelle altre città principali italiane e all’estero: Londra, Leeds, Belfast, Bonn, Cologna, Mainz, Madrid, Miami, Zurigo, Harare, Osaka. Nella pittura di Goodwin "ciò che ci si para davanti è la presenza attualizzata delle cose. Esse sono lì, sulla superficie, spesso isolate come idoli non privi di austerità ma alieni da ogni riferimento trascendente, anzi gravidi della vitalità di contingenze specifiche. [...] Goodwin, concentrato a rendere vivente quello che vuole mostrare, tende soprattutto a fare della superficie il campo in cui si produce come unico evento l'apparizione di un'immagine che investirà lo spettatore. La superficie presenta un radicale condensato fattuale che genera un imperativo categorico: GUARDA. Cosa si vede? Le superfici sono qualificate da singoli isolati atti di presenza della pittura. Non è possibile dispersione, solo concentrazione e partecipazione" (E. Longari, 2003 per Lorenzelli Arte - Milano). Dal 1992 Paul Goodwin si è dedicato alla lenta riconversione della vecchia cascina dell'Alta Langa Astigiana a Roccaverano, che nel 1998 è diventata la sua residenza principale. “Queste colline, queste valli, questi fiumi, questi lentissimi spostamenti delle masse, dei vuoti, il basso profondo del tempo geologico, poi… un sovrano battere d’ali di una farfalla di notte nel mio studio….. queste cose dipingono me” (Paul Goodwin). In Italia, del suo lavoro hanno anche scritto, per cataloghi, monografie o riviste d’arte: Eugenio Alberti Schaz, Antonio D’Avossa, Riccardo Barletta, Emanuele Beluffi, Michele Bramante, Guido Brivio, Stefano Crespi, Ettore Ceriani, Chiara Canali, Claudio Cerritelli, Alberto Fiz, Chiara A. Lanzi, Elisabetta Longari, Marco Meneguzzo, Marco Senaldi, Dominique Stella. All’ estero: Anne-Marie Bonnet, Ulrike Brandenburg, Guy Brett, Phillipe Daubry, Peter Forster, Alan Friedman, Irene McManus, Phoebe Tait, Chris Till. I suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private in Inghilterra, Irlanda, Italia, Germania, Giappone, Libano, Stati Uniti, Sud-Africa, Svizzera e Zimbabwe. Dalle molte esposizioni personali segnaliamo: “Between Europe and Africa”, Bolton Museum and Art Gallery, (UK) e Commonwealth Institute, London (1984); Galleria Italiana Arte, Busto Arsizio (VA) 1987, 1991, 1993; Galleria Seno, Milano 1989, 1983; Lorenzelli Arte, Milano 1990, 1996, 1997, 2003; “Paul Goodwin: a Decade in Milan” The University Gallery, Leeds (UK)1993; Galleria La Tavolozza, Palermo 1990, 1992; Castello di Costigliole d’Asti (AT) 1994; Dramatis Personae” Galleria Fontanella Borghese, Roma 1998; “Paul Goodwin – Opere recenti” Villa Pomini, Castellanza (VA) 2000; BCA Gallery, London 2002, 2007; Kunsthistorisches Institut der Universitat, Bonn 2003; Bergner + Job Galerie, Mainz 2005, 2009; Spirale Arte-Marco Rossi Arte Contemporanea, Milano 2006 (poi Verona e Roma 2007); Museo Diocesano (MuDi) di Milano 2008; “Clouds and Water” Galleria la Contemporania, Torino 2013; “Dialogo” Museo-Gipsoteca Giulio Monteverde, Bistagno (AL). Dalle collettive: “Art from Zimbabwe” Museu Nacional de Moçambique, Maputo 1981; “Zimbabwe Annual”, National Gallery of Zimbabwe 1981, 1982, 1983; “Three artists”, Bulawayo City Art Gallery, Zimbabwe 1982; “For those trees are Elysium” Galleria Martano, Torino 1986; VIII Biennale di Piacenza 1987; “Premio Internazionale Guglielmo Marconi” Fondazione Marconi, Bologna 1988; “Milano punto uno”, studio Marconi, Milano 1989 (poi a Roma, Genova, Torino)“Presenze”, Rocca Paolina, Perugia 1991; EMA – 1/12 Contemporary Art at Nunose Shrine, Osaka 1991; “Milano, Milano” Irish Life Exhibition Centre, Dublin 1993; “Milano: cento artisti per la città” Museo della Permanente, Milano 1995; La Civica Raccolta del Disegno di Salò (nuovi acquisti) 1997; “Babel” a cura di Phillipe Daverio, MIART, Milano 1999; MACAM, Maglione, 1999; “Arte e Natura”, Fondazione Bandera, Busto Arsizio (VA) 2000; MIMAS, Palazzo della Permanente, Milano 2003; “Colour based Painting 1, 2 e 3” Bergner + Job Galerie, Mainz 2004, 2006, 2007; “Look through any Window”, National Gallery of Zimbabwe, Harare 2007;” Premio Internazionale Limen”, Vibo Valentia 2012; “Il Quadro e lo Schermo”, ex Chiesa di San Carpoforo, CRABrera, Milano 2012; “Credere” Chiostri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano; “Premio Pittura Cesare Pavese XXV” CEPAM, Santo Stefano Belbo (CN) 2014 (Premio speciale della giuria); “Monferrato Mon Amour” Palazzo del Monferrato, Alessandria 2014 (poi “Monferrato Oltre il Confine”, 2015)




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Piero Mollica

Fotografia

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Piero Mollica, nato a Torino nel 1955, diventa fotografo professionista nel 1980. Alternando professione e ricerca personale, realizza numerosi reportage di carattere sociale ed architettonico collaborando con importanti riviste nazionali ed internazionali. Oggi opera nel settore dell’editoria e della pubblicità avvalendosi della collaborazione di alcuni tra i migliori professionisti del settore. Svolge la sua attività in Italia ed all’estero, avendo Londra, Parigi e New York quali principali luoghi d’ispirazione. Responsabile della comunicazione fotografica per Aster dal 2003 al 2005, in questo periodo collabora con ILSPA (Infrastrutture Lombarde) e CAL (Concessioni Autostradali Lombarde). Una parte della sua attività professionale è dedicata al mondo dell’associazionismo e dell’insegnamento. E’ stato Presidente di Pyramide Italia (Associazione Internazionale Autori Immagine Fissa, Bruxelles). Consigliere dal 1996 e in seguito Presidente dal 2001 di A.N.F.P. (Associazione Nazionale Fotografi Professionisti - Tau Visual, Milano), è membro dell’I.C.P. (International Center of Photography, New York) e dell’A.S.M.P. (American Society of Media Photographers, Philadelphia). Ha svolto attività di docenza presso l’Istituto Italiano di Fotografia e oggi collabora con l’Istituto Europeo di Design. Numerosi i progetti monografici realizzati tra cui si segnala “Palazzo Lombardia” (2010), “Palazzo Pirelli, 31mo piano” (2009), “Palazzo Bagatti- Valsecchi” (2008), “Cartiere Burgo, Materia e Colore” (1996) ed il filmato “Altra Sede, un cantiere d’idee“ (2010). La sua attività professionale è stata sempre affiancata da una produzione artistica più libera e interessata all’indagine estetica. In tal senso, Piero Mollica utilizza il mezzo fotografico per rivelare la bellezza nei particolari della realtà o per ricomporla secondo principi di armonia geometrica e di accordo poetico attraverso luce e colore. Oltre a diverse pubblicazioni, ha al suo attivo mostre personali, partecipazioni individuali a fiere (come il MIA nelle diverse sedi di Milano e Singapore tra il 2011 e il 2014 e Flash Back nel novembre del 2015) e collettive di rilievo internazionale. Nel 2015 ha una mostra presso la Galleria Riccardo Costantini Contemporary di Torino, ma altre esposizioni personali hanno avuto luogo presso Palazzo Lombardia di Milano nel 2010, nella mostra Essenza tenutasi a Torino nel 2009 e nel 2003 a Milano nell’ambito di Progetto Città. Tra le altre partecipazioni fieristiche e mostre collettive si ricordano: 2014 Arte Fiera di Bologna, 2013 Sidim di Montreal, 2013 Off Art Fair di Bruxelles, 2013 Tracce del XX Secolo a Milano, 2013 Design Photo Remix a Milano, 2013 Galleria Riccardo Costantini di Torino, 2012 Cut/Log Art Fair a Parigi, 2012 Fotofever Art Fair a Bruxelles, 2011 150 anni di Unità a Milano, 2002 Palazzo delle Stelline a Milano, 2001 Salone del Libro, Torino, 2000 Paris Expo a Parigi, 1999 Salone del Mobile a Milano, 1998 Graphispag a Barcellona, 1998 Grafitalia a Milano, 1997 Salone del Libro a Torino, 1996 Salone del Libro a Torino, 1995 Drupa a Dusseldorf




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Bepi Ghiotti

Fotografia / Pittura

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Ispirato dalla presenza di un ‘Punctum’, dall’ identità e dalla luce, Bepi Ghiotti (1965, Torino) ha iniziato sperimentando con la fotografia e la pittura. Oggi esplora la realtà concependola come un dialogo continuativo di azione e reazione tra l’uomo e lo spazio usando una grande varietà di media – inclusa la fotografia, il video, il suono, la pittura e l’installazione. La sua pratica prevede estesi progetti di ricerca che stabiliscono una connessione tra i luoghi e le narrative. Centrale nella sua opera è il passaggio del tempo reso palpabile contrapponendo spazio-memoria e processo-identità con un approccio intellettuale. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali e collettive presso prestigiose istituzioni quali: Art Basel, Isabella Bortolozzi Galerie (2016); Centro d’Arte Contemporanea Castello di Rivara (2010-2016); Eden Eden, Berlin (2016); MAM Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris (2015); Triennale di Milano (2014); Biennale Italia-Cina (2015-2016); Nottingham Contemporary (2014).





È peculiare all'Arte di inventare menzogne che elevano il falso alla più alta potenza affermativa. Gilles Deleuze.